10 fatti che hanno segnato il 2019

L’anno che sta per terminare è stato, nel bene e nel male, ricco di eventi, che di seguito ricordiamo attraverso una sintesi di quelli più importanti. Quando si decide di selezionare dei fatti piuttosto che altri, qualcosa resta fuori, e non sempre per poca rilevanza, ma per necessità di chiarezza e brevità. Speriamo lo stesso di riuscire attraverso questi punti, elencati in ordine cronologico, a delineare il 2019.

  • Il 15 marzo a Christchurch, in Nuova Zelanda, due attentati hanno causato la morte di 50 persone. Il primo attacco è avvenuto alle 13:40 (ora locale) presso la moschea di Al Noor, mentre il secondo alle 13:51 presso il centro islamico di Linwood, entrambi affollati da persone di religione musulmana che praticavano la preghiera del venerdì. L’autore degli attentati, un uomo australiano di 28 anni vicino agli ambienti estremisti, ha avuto inoltre la freddezza di trasmettere il tragico video in diretta Facebook. L’attentato è stato il più grande omicidio di massa della storia della Nuova Zelanda, che si è unita nel cordoglio attorno al Primo ministro Jacinda Ardern.

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  • In marzo iniziano le proteste di Hong Kong contro il disegno di legge sull’estradizione verso paesi dove non vi sono accordi di estradizione. Le proteste sono sorte per timore che tale legislazione avrebbe violato la linea di demarcazione tra Hong Kong e la Cina continentale. La prima processione è avvenuta il 31 marzo con una partecipazione di 12 000 manifestanti. Il movimento ha così acquistato maggiore forza e ha organizzato una seconda processione il 28 aprile. Gli scontri sono stati violenti, con feriti tra la popolazione, anche a seguito dell’occupazione dell’Università di HK. L’opinione pubblica internazionale si è schierata a favore dei manifestanti contro le ingerenze della Cina, ma la situazione resta tesa.

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  • Nel tardo pomeriggio del 15 aprile la cattedrale di Notre-Dame brucia, gettando nello sconforto non solo i parigini, ma tutta la cristianità e il mondo civile. Hanno fatto il giro del mondo le immagini della guglia che crolla sotto gli occhi impotenti dei cittadini. I danni sono stati ingenti, ma il giorno dopo erano già stati donati milioni per ricostruire la copertura della cattedrale.

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  • Il 30 aprile, per la prima volta in 200 anni, abdica un imperatore giapponese, Akihito, anziano e provato dalla malattia, lascia il Trono del Crisantemo al figlio Naruhito; termina così l’era Heisei “conseguimento della pace” e inizia quella Reiwa “Splendida armonia”. Il precedente imperatore, molto amato dal popolo, ha avuto il merito di sapersi avvicinare alla popolazione, soprattutto nei momenti di difficoltà come dopo il devastante tsunami del 2011.

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  • Il 2109 è stato l’anno degli incendi, tra i più devastanti ricordiamo quello in Amazzonia, che ha colpito duramente l’America Centrale. Secondo l’Istituto nazionale di ricerche spaziali (INPE) fino al 20 agosto si sono susseguiti 74 155 incendi nell’area della foresta amazzonica. Il presidente Brasiliano Bolsonaro, ha spesso sminuito la gravità della situazione, impedendo che la macchina di aiuti internazionali si mobilitasse.

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  • Il 24 settembre la speaker della Camera, la dem Nancy Pelosi, ha dato il via libera alla procedura di impeachment contro il presidente Usa Donald Trump. La messa in stato d’accusa ha sullo sfondo il cosiddetto Ucrainagate: secondo i democratici, maggioranza alla Camera ma non al Senato, il presidente avrebbe fatto pressioni su Kiev, perché indagasse sul suo rivale alle presidenziali Joe Biden e il figlio Hunter che sedeva nel board di una società energetica ucraina.

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  • Continua il conflitto siriano, scoppiato dopo le proteste della primavera araba del marzo 2011 contro il presidente siriano Bashar al-Assad. Il conflitto è in corso da 8 anni, e non sono certo mancate le escalation di violenza con migliaia di morti, tra i quali molti bambini e le città distrutte hanno spinto molti a migrare verso i Paesi vicini e non solo. Il 27 ottobre fonti militari e giornalistiche americane annunciano l’uccisione di Abu Bakr al-Baghdadi (califfo dell’autoproclamato Stato Islamico) in un raid avvenuto a Barisha, a cinque chilometri dal confine con la Turchia.

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  • Fridays for Future, in italiano Venerdì per il futuro, noto anche come sciopero per il clima, (o Global Strike 4 Future e Youth for Climate) è un movimento internazionale – nato spontaneamente sull’onda delle proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg – composto da alunni e studenti che decidono di non frequentare le lezioni scolastiche per partecipare a manifestazioni in cui chiedono e rivendicano azioni atte a prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. In tutto il mondo si sono susseguite colorate manifestazioni per proteggere la Terra, a dimostrazione del fatto che la sensibilità della popolazione sta cambiando.

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  • Il 14 ottobre iniziano le Proteste in Cile, principalmente nella capitale Santiago, contro l’aumento del costo del biglietto della metropolitana e, in generale, contro il carovita: il governo risponde con violenza autorizzando l’intervento dei carri-armati che fanno alcuni morti. E ancora il presidente cileno Sebastián Piñera non sembra aver trovato modo di offrire garanzie alla popolazione, con i supermercati  che restano chiusi e la fame che serpeggia per il Paese.

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