Come internet sta cambiando le nostre vite

Nessuno mette in dubbio il fatto che internet stia modificando le nostre abitudini, soprattutto quotidiane, in modi che la maggior parte di noi quasi non nota, ma che percepisce come il naturale evolversi dei tempi. Ma quelli che hanno più di qualche capello bianco sulla testa, o proprio non ne hanno, stanno vivendo queste trasformazioni con maggiore resistenza, devono ancora metabolizzare come la fantascienza abbia invaso la realtà.

Non credo che le nuove tecnologie, in particolare digitali, stiano trasformando il mondo in peggio, come tutti gli strumenti, sono mezzi che vanno saputi adoperare. Possono unire, dividere, insegnare e allo stesso tempo seminare ignoranza e odio.

Ecco di seguito un elenco, divertente e nostalgico, di cose del recente passato che per noi millennials erano la norma quando eravamo bambini, ma che adesso sono diventate un ricordo:

004657-paginebianche.png1) Cercare un numero sull’elenco telefonico. Negli Stati Uniti l’elenco telefonico ha fatto la sua comparsa nel1878 e conteneva solo 50 nomi con i rispettivi numeri. Nel tempo è diventato un’istituzione, ma con l’avvento di Internet il cartaceo è stato sostituito dalle versioni online. Se aggiungiamo il fatto che con il tempo l’uso del telefono fisso è diminuito a favore del cellulare, diventa chiaro come ormai il caro elenco, dalle pagine sottilissime e le scritte minuscole, stia diventando un pezzo d’antiquariato. Più facile cercare una persona su Facebook no?

1301-1500x1006.jpg2) Avere un’enciclopedia in casa. Chi di noi non aveva almeno una libreria occupata per metà da una costosa e pesante enciclopedia (che forse avremo sfogliato tre volte per le ricerche di scienze alle elementari)? Tutto cambia quando nel 2001 nasce Wikipedia, l’enciclopedia “libera” aperta ai contributi degli utenti. Già le enciclopedie su CD rom avevano messo in crisi il modello tradizionale, ma con internet è arrivata la spallata decisiva. Ma il sapere esperto ancora resiste: la completezza di colossi come l’Enciclopedia Britannica e la nostrana Treccani, nelle loro versioni online, è ancora un punto di riferimento.

220px-BlockbusterMoncton.jpeg3) Noleggiare un film. Ebbene sì prima dello streaming e della diffusione della tv via internet, per guardare o riguardare un film, prima che lo trasmettesse la tv, l’unica strada era noleggiarlo in videocassetta, o anni dopo in Dvd, ma l’evoluzione del supporto tecnologico non è bastata per salvare il settore del videonoleggio che, quasi ovunque, ha chiuso i battenti dopo il fallimento del gigante Blockbuster, la cui fondazione risaliva al 1985. Forse l’errore è stato quello di non evolversi, come invece ha fatto Netflix: nato nel 1997 come servizio di noleggio di dvd online, in 20 anni si è completamente trasformato, fino a diventare il dominus della tv on demand nel mondo, con 125 milioni di utenti.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA4) Fare la fila davanti alla cabina telefonica. Le cabine telefoniche hanno fatto la storia e sono state per secoli l’unico modo di comunicare quando si era fuori casa. E spesso per poterle utilizzare era necessario attendere il proprio turno, anche a lungo. Pare che la loro scomparsa sia inevitabile e dove restano sono state riconvertite o trasformate in musei storici.

image.jpg5) Aspettare lo sviluppo delle fotografie. Più ancora delle macchine fotografiche, è stata la comparsa massiccia degli smartphone a farci dimenticare la pellicola e il gusto di sviluppare le fotografie. Con quelli che gli studiosi chiamano “fotofonini” scattiamo in maniera compulsiva decine di fotografie al giorno, ma la maggior di queste non verrà mai sviluppata, rimanendo solo sul supporto digitale.

cercare-lavoro.jpg6) Leggere gli annunci di lavoro sui giornali. Prima di Linkedin, di Monster.com e degli altri siti di job recruiting, uno dei metodi principali per trovare lavoro era spulciare gli annunci pubblicati dai giornali nelle pagine economiche. Si faceva ovunque la raccolta di giornali o solo degli stralci che interessavano e poi si segnavano gli annunci. Oggi basta un click, ma anche in questo caso la risposta ė tutto tranne che garantita.

E nell’epoca di Whatsapp e delle comunicazioni a velocità della luce, ci sono ancora persone che ricordano con nostalgia il tempo in cui in classe, per non farsi beccare dall’insegnante, si scambiavano rapidi bigliettini con il vicino.

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