Tampon tax e rasoi: la verità

Lo scorso 14 maggio la Camera ha bocciato la proposta di abbassare l’aliquota Iva sugli assorbenti, ferma al 22%. Scandalo e sdegno tra le forze politiche all’opposizione, in particolare tra i Dem sostenitori dell’emendamento e soprattutto mobilitazione della società civile.

protest_alamy.jpgEppure ci troviamo a dover constatare come su questo argomento, colpa della disattenzione anche di importanti giornali, dei lettori e di Internet, siano state dette mille falsità e imprecisioni, che poi come un virus hanno contagiato tutti facendosi passare per verità.

Prima tra tutte il fatto che i rasoi avrebbero l’Iva agevolata al 4%. Chiariamo subito una cosa: in Italia non esiste più un’aliquota Iva sui beni di lusso, quindi affermare che gli assorbenti siano tassati come tali è sbagliato.

Le aliquote previste per i vari prodotti sono divise in due gruppi: l’aliquota ordinaria al 22% e le aliquote ridotte che in Italia sono tra il 4-10%. Leggendo l’allegato A del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972 si potrà capire quali siano i beni sottoposti ad agevolazione e constatare come tra questi non vi siano i rasoi, su cui quindi è imposta l’aliquota ordinaria al 22%, come per gli assorbenti.

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Altra imprecisione riguarda il tartufo, per cui l’Iva è stata ridotta dal 10% al 5%, con riprovazione di tante persone, in particolari donne e femministe. Ma cerchiamo di capire il perché: il tartufo è un bene già di per sé caro, che non è certo adatto alle tasche di tutti, ma soprattutto essendo un cibo è deperibile. L’agevolazione ha quindi lo scopo di aiutare i produttori a vendere il tartufo, che altrimenti rischierebbe di essere commercializzato “sotto banco”.

Secondo i calcoli della Ragioneria dello Stato abbassare l’aliquota Iva sugli assorbenti costerebbe troppo: 212 milioni per portarla al 10% e oltre 300 milioni per portarla al 5%. L’Italia ancora una volta si dimostra un Paese, più che maschilista, retrogrado se confrontato anche ad altre realtà internazionali vicine a noi.

In Scozia gli assorbenti sono distribuiti gratuitamente alle studentesse, Francia e Spagna stanno riducendo le imposte, in Irlanda l’Iva su questo bene è stata cancellata, il Regno Unito ha abbassato l’Iva fino al 5% e in Belgio e Olanda la tassazione è al 6 % da anni.

La scelta dell’attuale governo di non approvare la riduzione dell’aliquota Iva dimostra come non ci fosse la volontà politica di farlo, non è un problema solo di soldi, che per altri provvedimenti come il “Reddito di cittadinanza” o “Quota 100” sono stati trovati.

Ridurre l’aliquota Iva per alcuni prodotti dovrebbe essere una priorità, ma questa scelta dovrebbe essere allargata oltre che ad assorbenti e pannolini anche a rasoi e beni per l’igiene personale.

A volte non serve urlare, ma occorre trasmettere un messaggio chiaro per farsi capire.

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