Tesla e Samsung, quali tecnologie per il futuro?

Il progresso è un percorso che prevede di andare avanti per tentativi e non sempre la strada è tutta in discesa. Ci sono errori, fallimenti, scelte sbagliate, ma grazie al genio di alcuni rivoluzionari, il futuro sembra sempre più vicino.

spacex_oElon Musk, visionario fondatore di SpaceX e CEO di Tesla Motors e Neuralink vive nel presente, ma con la testa è ormai nel futuro: viaggi spaziali aperti a tutti, macchine che si guidano da sole, ma purtroppo la realtà a volte distrugge questi sogni. Così ecco che le navicelle si distruggono in volo e che le automobili prendono fuoco nei parcheggi.

SAMSUNG-FOLDLa Samsung aveva lanciato l’innovativo Galaxy Fold, un cellulare e tablet il cui schermo sarà in grado di piegarsi. Ma ecco che la produzione e il rilascio sul mercato slitta a causa delle cerniere che permetterebbero ancora troppi pochi piegamenti dello schermo.

Che cosa accomuna entrambi i colossi? Il fatto che nessuno si è arreso. Hanno rilevato un problema e adesso cercano delle soluzioni. La scienza e la ricerca vanno avanti per tentativi, a volte semplici scommesse, che però se azzeccate possono portare il futuro nel nostro quotidiano.

Chi avrebbe mai detto che avremmo costruito mezzi capaci di volare, che avremmo raggiunto lo spazio e saremmo andati sulla Luna o che avremmo realizzato dispositivi digitali così piccoli da essere quasi invisibili?

Steven_with_StegI film hanno goicato un ruolo fondamentale nell’anticipare sulla pellicola, a volte di decenni, quello che poi l’uomo avrebbe realizzato sul serio. Celebre è il caso di Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, uscito proprio nel 1968, l’anno prima dell’allunaggio, o dei Jurassic Park di Steven Spielberg, con la loro terrificante idea di riportare  in vita i dinosauri (speriamo solo nei film), grazie alla modificazione genetica, che ha giocato un ruolo importante invece  in agricoltura.

E sarebbe infinito l’elenco dei futuri possibili immaginati nei film, nelle canzoni, nelle poesie e altrettanti i futuri apocalittici figli delle guerre, della carestia, dei disastri ambientali e naturali, delle malattie e della scienza che l’uomo ha immaginato e a volte rischia di costruire. Che resta da fare? Continuare a sperimentare, a sbagliare per cercare di creare il nostro futuro.

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