Diritto di famiglia nel XXI secolo

A Verona il 29, 30 e 31 marzo si è tenuto il Congresso Mondiale delle famiglie, un’occasione persa per tutti, sia per quelli che sono potuti entrare in Gran Guardia a sentire gli interventi dei relatori, sia per le migliaia di manifestanti che fuori dalle porte del palazzo protestavano. Tutti sono rimasti sordi all’unica parola che in questi giorni non è mai stata pronunciata. LIBERTÀ. Libertà di pensarla come si vuole e di comportarsi di conseguenza.

Il mondo sta cambiando, la famiglia e il suo ruolo nella società è ormai, dagli anni ’70, al vaglio della sociologia che cerca di spiegare l’evoluzione di un’istituzione che non sta perdendo di importanza, come alcuni pensano, ma si sta evolvendo in accordo con i tempi e con delle esigenze sociali e di genere che si stanno radicalizzando.

pro vita 2019-03-30 at 13.03.13A supporto della famiglia “naturale” sono state tirate fuori pretese pseudo-scientifiche che rischiano di banalizzare la complessità dell’argomento e la presenza di alcuni relatori, famosi per le loro posizioni anti-LGTB e tradizionaliste, ha velocemente scaldato gli animi di Piazza Bra che aspettavano solo una scintilla per infiammarsi.

La contestazione è stata vigorosa, ma pacifica e nella maggior parte dei manifestanti è prevalso il buon senso. “Sui diritti non si torna indietro” era una delle frasi con più forza sventolate davanti a chi quei diritti li contesta. Il divorzio, l’aborto (la famosa Legge 194), le unioni civili sono battaglie che in tanti hanno portato avanti, per tutelare quello che credo potremmo definire “diritto all’equità” di trattamento.

Fino alla scorsa settimana in Italia non si era mai ampiamente parlato del Congresso Mondiale delle Famiglie, ma attiravano piuttosto l’attenzione alcune associazioni sostenitrici come PRO VITA o CITIZEN GO comparse nei media per le loro posizioni decisamente conservatrici.

prete 2019-03-30 at 13.03.13Il Congresso Mondiale si andò formando negli Stati uniti alla fine degli anni Novanta per opera di Allan C. Carlson, ex funzionario dell’amministrazione Reagan. Questi, assieme ai sociologi Anatoly Antonov e Viktor Medkov, ipotizzò che la crisi demografica occidentale fosse correlata alle rivendicazioni femministe e allo scopo di porre rimedio a quella che considerava una degenerazione istituì il Congresso Mondiale delle Famiglie.

Il gruppo è cresciuto con il tempo e ha ottenuto sempre maggiori riconoscimenti non solo dalle amministrazioni pubbliche, ma anche da parte ecclesiastica. Carico di contraddizioni e correnti anche al suo interno, perché ci sono posizioni estremiste, ma anche alcune più moderate, una volta arrivato in Italia, dove ha perfino ottenuto il patrocinio del Comune di Verona e il sostegno di alcuni esponenti della Lega e del Centro-Destra, la situazione è esplosa. Era scontato che l’evento venisse strumentalizzato a scopi politici, in vista delle elezioni europee di maggio, ma la domanda che dovremmo farci è: in quale mondo vogliamo vivere? I diritti sono di tutti o di nessuno.

Sei contro i matrimoni gay, sposati con una persona del sesso opposto; sei contro l’aborto, non abortire; sei contro le unioni civili, sposati e se sei contro il divorzio, non divorziare, ma lasciamo agli altri il diritto di fare quello che vogliono, nei limiti di legge.

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