Il Regno del Drago d’oro

allende_isabel_6.jpgSe leggerete Il Regno del Drago d’oro di Isabel Allende pensando ad altri romanzi dell’autrice, come D’amore e ombra, La casa degli spiriti o L’amante giapponese, resterete delusi. La scrittrice con questo romanzo esplora nuove strade e crea un racconto d’avventura, in cui restano evidenti la sua impronta narrativa e lo stile di costruzione del racconto che rimbalza tra i diversi punti di vista dei personaggi.

La storia è ambientata nel nostro presente, nel Regno Proibito, tra le montagne dell’Himalaya, e ripercorre le avventure dei due giovani protagonisti, Nadia e Alexander, che loro malgrado si troveranno coinvolti nel piano di alcuni criminali per trafugare il Drago d’oro, tesoro leggendario del regno.

Quello che colpisce del romanzo è la sua semplicità narrativa, la trama è lineare e scorrevole, ma non mancano alcuni studiati, e a volte un po’ prevedibili, colpi di scena. L’attenzione del lettore quindi è tutta rivolta all’azione, che quasi come in un film di Indiana Jones tiene con il fiato sospeso – e non si potrà negare che l’eroe avventuriero avrà giocato un qualche ruolo nell’influenzare l’immaginario della Allende.

Il Regno del Drago d’oro è un libro adatto a tutti, soprattutto ai ragazzi e quando il venerabile lama Tensing educa il giovane principe Dil Bahadur il libro acquisisce i tratti di un romanzo di formazione: “Affronta gli ostacoli a mano a mano che si presentano: non sprecare energie per paura di quello che può accadere dopo”.

La storia in alcuni punti sembra ambientata in un passato fantastico, fatto di antiche credenze mistiche, miracolosi rimedi orientali, buddismo e mostri che sembrano usciti dalle leggende come gli yeti. Eppure questo mix, che potrebbe essere esplosivo e inconcludente, si fonde in una storia semplice e curiosa come il cuore dei giovani protagonisti.

Il viaggio dei nostri eroi per sconfiggere i criminali diventa l’occasione per crescere, superare le paure e affrontare il nuovo e il diverso senza pregiudizi; e saranno proprio le persone che provengono da quella che noi chiamiamo “civiltà” a comprendere che esistono anche altri mondi, custodi di profondi valori e tradizioni che sono state protette per secoli.

Non ci sono personaggi epici in questo libro, ma tutti sono necessari alla storia, dalla nonna del protagonista, alla giovane e coraggiosa Pema, fino all’affascinante Judit. Ogni personaggio svolge il suo ruolo alla perfezione e arricchisce la storia, dando la possibilità ai vari personaggi di riflettere sulle proprie scelte.

Insomma Il Regno del Drago d’oro si discosta da altri libri, più famosi e blasonati, dell’autrice, ma conserva il fascino ingenuo di una storia vista attraverso gli occhi dei ragazzi.

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