Come Babbo Natale è diventato rosso

Georg_von_Rosen_-_Oden_som_vandringsman,_1886_(Odin,_the_Wanderer).jpgA pochi giorni dal 25 dicembre, cerchiamo di fare luce su alcuni misteri che aleggiano sulla figura di Babbo Natale. Le tradizioni affondano le radici in racconti folclorici diversi: i miti nordici volevano che Odino, avvolto in una pelliccia, organizzasse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale, accompagnato da vari dei e guerrieri e che i bambini lasciassero i propri stivali, pieni di carote, paglia e zucchero, vicino al caminetto per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir; e Odino avrebbe ricambiato offrendo regali e dolciumi. Tradizione quella delle calze che sopravvive anche oggi.

san nicolo.jpgNel resto dell’Europa invece si associava Babbo Natale alla figura di san Nicola, vescovo cristiano di Myra, una cittadina dell’odierna Turchia. Il Santo, patrono della città di Bari, è rappresentato spesso in abiti vescovili con tanto di mitra, croce al collo e pastorale e non aveva ancora l’aspetto paffuto e solare con cui siamo abituati ad immaginarlo. Ci sono infatti voluti secoli perché la sua iconografia venisse standardizzata e perdesse altri tratti folclori che si erano aggiunti nel tempo.

Il Babbo Natale odierno, portatore di gioia e di doni, sembra essere ripreso da un personaggio britannico, corpulento e coperto da un lungo mantello verde, che risale al XVII secolo e che compare nel Canto di Natale di Charles Dickens come lo Spirito del Natale presente. Altre rappresentazioni vogliono Babbo Natale con o senza slitta, con o senza renne, insomma dato che le tradizioni da cui prende spunto sono tante, pareva difficile far convivere tante aspettative in un solo personaggio.MerryOldSanta nest.jpg

Tra i primi a disegnare Babbo Natale, per la rivista Harper’s Weekly, fu il vignettista Thomas Nast nel 1862, che realizzò una figura piccola simile a un elfo. Negli anni l’iconografia si è trasformata, da un elfo a un vecchio, vestito di pellicce, di verde o di rosso, e varie immagini e cartoline dei primi del ‘900 mostrano questa confusione sulle sembianze del magico personaggio.

Babbo Natale, vestito di rosso e bianco, fu impiegato per la pubblicità di una bibita nel 1923, dalla White Rock, una marca di bevande gassate e inizia ad assumere i tratti moderni. In un articolo del 1927 il New York Times scriveva: “Un Babbo Natale standardizzato appare ai bambini. Altezza, peso, statura, sono ormai standard in modo preciso, come i vestiti rossi, il cappuccio e la barbona bianca. Il sacco pieno di giocattoli, le guancione e il naso rossi, le ciglia cespugliose e l’effetto panciuto sono parti inevitabili per un make up perfetto”.

magazine-ad-1931-604bb-604-337-13ec2a45.rendition.598.336La Coca Cola, con la forza del suo marchio, ebbe il merito di diffondere questa iconografia e di creare una nuova tradizione. Nel 1931 infatti l’azienda commissionò al disegnatore Haddon Sundblom delle illustrazioni pubblicitarie con protagonista Babbo Natale; questi si ispirò alla poesia di Clement Clark Moore del 1822 “La visita di San Nicola” conosciuta come “Twas the Night Before Christmas”. La poesia evocava già l’immagine tenera e paffuta del San Nicola che tutti conosciamo. Il Babbo Natale di Sundblom comparve per la prima volta nelle pubblicità su The Saturday Evening Post e anche su Ladies Home Journal, National Geographic e The New Yorker e da allora rimangono iconici i suoi caratteri moderni.

 

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