Che paura!!

Quale occasione migliore di Halloween per parlare della paura? Non parleremo però delle cose che ci fanno paura, d’altronde la maggior parte delle fobie sono soggettive o sono legate a degli episodi che ci hanno in qualche modo colpito negativamente e quindi traumatizzato. Cercheremo quindi di capire come il nostro cervello registra la paura e se ci sono modi per controllarla. Ma attenzione, la paura di per sé non è un’emozione che dobbiamo evitare a tutti i costi, anzi può essere un campanello d’allarme in determinate situazioni di pericolo e orienta i nostri comportamenti verso l’autoconservazione.

amigdala.jpgL’amigdala, una piccola regione del lobo temporale mediale del cervello, è essenziale per acquisire ed esprimere le associazioni di paura condizionata. Questa regione cerebrale svolge funzioni così importanti per via della complessità anatomica del nucleo al suo interno e per la sua posizione al centro dell’intricata rete di connessioni neuronali. Riceve infatti informazioni da tutte le vie sensoriali che dopo essere state elaborate nel nucleo laterale vengono trasmesse a dei nuclei basali, dove vengono integrate con input aggiuntivi e quindi trasmesse al nucleo centrale, che funge da principale stazione di output dell’amigdala. Da qui l’informazione raggiunge i centri nervosi del tronco encefalico, i quali presiedono a vari aspetti della reattività emotiva.

Tra le vie anatomiche dell’amigdala, che sono interessate in modo specifico al condizionamento della paura, sono stati studiati in particolare i circuiti neuronali che regolano le risposte ai segnali acustici. Semplificando quindi l’amigdala è in grado di individuare rapidamente gli stimoli potenzialmente minacciosi provenienti dall’ambiente e questo risulta utile nelle situazioni di pericolo, aspetto che permette per esempio alle prede  di avvertire la presenza dei cacciatori e infatti per molti mammiferi le vocalizzazioni di difesa sono essenziali per comunicare al gruppo la presenza nelle vicinanze di possibili predatori.Urlo Munch.jpg

Esistono diversi tipi di paure? Ci sono paure fisiologiche che riguardano determinate età, soprattutto quella infantile, e sono in genere poco rilevanti e passeggere. Poi ci sono le paure patologiche che si prolungano nel tempo e rischiano di compromettere la vita personale e sociale dei soggetti. Queste ultime possono essere associate ad altri sintomi di sofferenza come disturbi del sonno, dell’alimentazione, della comunicazione, della socialità, del comportamento, dell’autonomia e simili, per questo richiedono attenzione e nei casi più gravi delle cure. Ci sono inoltre diversi gradi di paura, perché ci sono cose o situazioni che ci spaventano, altre che ci mettono in ansia o altre ancora in soggezione e questi sono: timore, ansietà, paura, fobia, panico, terrore e orrore.

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