La storia dietro il manga

Il manga è il fumetto tradizionale giapponese, e usciamo dai soliti stereotipi non tratta solo di tematiche erotiche. Infatti i manga includono una grande varietà di generi, dall’avventuroso al romantico, dall’horror al fantasy. In Giappone ci si riferisce a queste forme narrative con dei termini ben precisi, anche in base al pubblico di riferimento:

  • Kodomo per bambini fino ai 10 anni,libreria manga
  • Shōjo per ragazze adolescenti,
  • Shōnen per ragazzi adolescenti,
  • Josei per un pubblico femminile più adulto,
  • Seinen per un pubblico maschile adulto.

All’interno di queste macro-categorie si trovano poi i vari generi letterari, dai robot (mecha), ai poteri magici (maho), agli erotici (ecchi) e molti altri ancora.

Ma come sono nati i manga? La letteratura su questo argomento è vasta e spesso si fa coincidere la nascita di questo genere con il lavoro del grande pittore e incisore giapponese del XIX secolo, Hokusai. In Europa in quel periodo, dopo l’apertura forzata dei porti nipponici, iniziarono a giungere molte immagini dell’artista, sia a colori che in bianco e nero, che rappresentavano svariati soggetti: persone a lavoro, paesaggi, animali, battaglie e navi. Hokusai le rinominò manga, con il significato di “immagini capricciose” in quanto frutto delle sue improvvisazioni e fantasie pittoriche. Con il tempo pare che il termine si diffuse per designare un’illustrazione leggera e gradevole.

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tonda hanekonorakuroIntanto anche il Sol Levante veniva influenzato dalle illustrazioni e dai fumetti occidentali, soprattutto di matrice anglosassone, come il settimanale satirico Punch e i fumetti americani con le storie di Arcibaldo e Petronilla e non ci volle molto che i giapponesi fecero loro queste tecniche narrative. Fu così nel XX secolo che si affermarono i pionieri del fumetto giapponese: Kitazawa Rakuten, che si era ispirato ai modelli occidentali e Takemoto Ippei che aveva invece portato avanti la tradizione grafica nipponica. Durante il periodo delle due guerre uscirono diverse serie tra le quali Tonda Haneko Jō e Norakuro.

astro boyIl boom dei manga si ebbe dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando il Giappone venne occupato dalle truppe americane, che diffusero tra la popolazione i fumetti di Topolino, Paperino e Braccio di Ferro. In quello stesso periodo uscirono le prime opere di Osamu Tezuka, il famoso autore di Astro boy, che fu tra i primi a trasporre i suoi disegni dalla pagina alla pellicola cinematografica, anticipando quelli che un giorno sarebbero diventati gli anime. Tezuka fu il creatore di tantissime opere e gettò in un certo senso le basi del manga moderno: storie che si snodano in più volumi e dai generi più vari; all’inizio questi racconti venivano pubblicati a puntate su corpose riviste dalla carta di bassa qualità e spesso destinate ad essere gettate, e solo successivamente iniziarono ad essere raccolti in volumi più eleganti da collezione.

Il manga ha una struttura formale precisa che caratterizza sia il modo in cui viene costruita la storia, sia quello con cui il lettore andrà a leggerla. Per prima cosa i manga sono “rovesci” rispetto ai tradizionali comics occidentali, ciò vuol dire che la copertina si trova dove di norma c’è la quarta di copertina e viceversa. Inoltre le vignette si leggono da destra a sinistra, rispettando la scrittura tradizionale giapponese. I personaggi hanno risentito solo in parte dell’influenza occidentale, infatti i personaggi si caratterizzano con dei tratti propri: simili a quelli dei dipinti Ukiyo-e sono figure inconfondibili, a metà tra la fantasia e la realtà figurativa. Nel manga giocano un ruolo importante le emozioni, spesso portate all’eccesso, trasformando i personaggi in caricature di se stessi, aspetto ripreso dal teatro , che utilizzava delle maschere grottesche per sottolineare determinati sentimenti. All’inizio le vignette erano semplici e non contenevano un gran numero di parole, prediligendo la narrazione visiva, ma più tardi, anche per la complessità dei temi trattati, la parte grafica e la sceneggiatura diventarono complementari.

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Le storie, anche se fantastiche o avventurose, hanno dei forti richiami al mondo nipponico, alla sua psicologia, alle sue tradizioni e abitudini; il concetto di successo e fallimento, quello di sforzo collettivo e di vergogna si rifanno evidentemente ad un mondo che è proprio dei giapponesi, fatto di solide virtù morali, ma anche di deviazioni e perversioni. Non vi siete mai chiesti perché tante storie hanno come protagonisti proprio un gruppo di cinque eroi? Ebbene anche questo faceva parte della tradizione del Giappone feudale, dove ogni villaggio aveva cinque rappresentanti che mantenevano i contatti con il signorotto locale, che sarebbe diventato un nemico da contrastare. Per queste ragioni, per apprezzare a fondo tutte le sfumature dei manga bisognerebbe conoscere altrettanto bene la cultura giapponese.

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