Io e Dewey

dewey-31Il bestseller scritto da Vicki Myron, con la collaborazione di Bret Witter, viene pubblicato per la prima volta nel 2008 e racconta la storia del gatto da biblioteca che ha commosso il mondo, Dewey. Il romanzo è un’autobiografia sui generis: le vicende della protagonista umana si intrecciano infatti irrimediabilmente con la vita del gatto, che assume quindi un ruolo centrale nella narrazione. La vicenda prende avvio il 18 gennaio 1998 a Spencer, una modesta cittadina dell’Iowa. E proprio in quella gelida mattina d’inverno, Vicki, direttrice della biblioteca e la sua vice, trovano un micetto quasi assiderato nella cassetta di restituzione dei libri. Un gesto barbaro, che avrebbe potuto condannare a morte il povero gattino, si trasforma invece nella promessa di una nuova vita per il micio, che sarà d’ora in avanti protetto dalle mura della biblioteca e dall’affetto di bibliotecari, lettori e semplici passanti.

dewey-6.jpgI primi giorni sono difficili, nessuno avrebbe scommesso che quel gattino rosso di poche settimane sarebbe riuscito a sopravvivere, e invece l’amore e le attenzioni dei dipendenti della biblioteca lo salvano. Decidono di chiamarlo Dewey (come un sistema di catalogazione di libri) Read More Books, e diventa una sorta di mascotte della biblioteca, una piccola attrazione cittadina, che divide l’opinione pubblica tra chi ritiene che il gatto non debba stare in quel luogo e chi invece lo considera il protettore della biblioteca.  Con il tempo Dewey diventa un bel gattone rosso, vispo e intelligente, capace, quasi per intuito felino, di leggere all’interno del cuore delle persone e di stringere con loro dei legami fortissimi, come quando risveglia la piccola bimba disabile, Crystel, dal torpore mentale in cui era imprigionata, sono bastati un salto e qualche fusa per trasmetterle nuovo coraggio. O come quando saltava sulla spalla del senzatetto che andava a trovarlo solo per fargli una carezza e Dewey era pronto a farsi carico dei pesanti fardelli della sua anima.

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Dewey diventa una presenza costante nella vita degli abitanti della cittadina, ma soprattutto è un porto sicuro per Vicki, la sua salvatrice, che con lui condivide gioie e dolori della vita, madre single impegnata a crescere una figlia e a districarsi tra i mille impegni lavorativi. Ma Dewey per lei c’era sempre, come lei c’era per lui; e non importava se a Natale inseguiva le palline dell’albero o se mangiava gli elastici, che furbescamente andava a cercare sulle scrivanie dei dipendeti. Le loro vite si incontrano e scontrano dando vita a quella felicità che solo pochi hanno la fortuna di provare. Dewey per la comunità non era un semplice gatto, era un confidente silenzioso a cui raccontare i propri segreti, era un mascalzone che giocava con i bambini nascondendosi tra gli scaffali della biblioteca ed era una presenza preziosa per le tante vite che tutti i giorni attraversavano le porte della biblioteca.

dewey-5In 19 anni Dewey si scava un posto, non solo, nel cuore di una città, ma di tutti gli Stati Uniti grazie alle interviste e alle apparizioni sui giornali. E alla fine del viaggio, lungo per un gatto, ma mai abbastanza per imparare a dirsi addio, Vicki è accanto a lui per accompagnare il compagno peloso in quest’ultima avventura. La storia diventa tanto famosa, che in memoria del gatto, viene realizzata una scultura che ad oggi ricorda a tutti quanto importante fosse stato per la cittadina di Spencer, e per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, quel “bibliotecario” speciale, che non dava consigli di lettura, ma che regalava lo stesso forti emozioni.

Il libro è una lettura semplice, senza fronzoli o eccessivi patetismi e la sua forza sta proprio nella realtà delle emozioni che riesce a trasmettere. Due biografie che si intrecciano, quella di Vicki e quella di Dewey, due vite destinate ad incontrarsi. Ma come può un gatto leggere nei cuori della gente? Come ha fatto a influenzare così tanto la vita di quelle persone? Non resta che leggere il libro per trovare una risposta.

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