Perché in India le mucche sono considerate sacre?

Moltissime religioni antiche, dalla Grecia all’estremo Oriente, consideravano sacri alcuni animali, anche se le più famose per questo culto restano l’Induismo, il Giainismo e il Buddismo. Ancora adesso, in alcune regioni del mondo tra il Nepal e l’India, le vacche vengono considerate sacre e la loro uccisione è considerata un crimine, punibile anche con la carcerazione.

holy cow.JPG

Ma il perché gli Indiani venerino le mucche rimane a tutt’oggi un argomento di dibattito, dato che in tempi antichi gli animali pare non fossero considerati sacri e tante popolazioni ne mangiavano le carni; in testi come il Rig Veda o il Purana, anche se si sottolineava l’importanza del bestiame, non se ne vietava l’uccisione andando a definire una contraddizione rispetto a quei testi che invece consideravano la macellazione delle mucche un tabù. Un testo datato intorno all’800 a.C., il Chandogya Upanishad, è tra i primi a sottolineare il valore etico dell’Ahimsa, o pratica della non-violenza, verso tutte le creature viventi e infatti l’Induismo, il Giainismo e il Buddismo, le tre maggiori religioni che dal I millennio a.C. si contendevano il primato nella regione, consideravano la non-violenza come un valore imprescindibile, tanto da influire sul ciclo di rinascita di ogni uomo. monaco e muccaIn questo senso, uccidere gli animali veniva considerato una forma di violenza e diventò nel tempo sia un tabù sociale che religioso. Intorno al I millennio d.C., diventa comune la venerazione delle mucche e di conseguenza aumentano i testi che parlano di questi sacri animali. Nello stesso periodo si diffonde anche il vegetarianismo come emblema della non-violenza e viene messo al bando il consumo di qualsiasi tipo di carne; questo perché secondo l’Induismo in tutte le creature viventi è presente un’anima e in questo modo tutte le forme di vita sono interconnesse.

La mucca, che precisamente in India è lo zebù, la tipica specie con gobba e corna, rappresenta la fertilità della terra ed è quindi simbolo di abbondanza. Infatti nella mitologia indù, la dea della terra Prithvi, che aveva assunto le sembianze di una mucca, fu munta dagli dei per portare benefici agli uomini; allo stesso modindia-nepal-viaggi-cosmic-cow.jpgo il primo sovrano Prithu mungerà la mucca per generare un abbondante raccolto e porre fine a una carestia. Nel Bhagavad Gita la mucca cosmica è Kamadhenu, la “vacca che realizza i desideri”, nata, secondo la leggenda, durante il mescolamento dell’oceano di latte al quale parteciparono le divinità deva e i demoni asura. Sul corpo dell’animale è raffigurato il mondo divino dove trovano spazio tutte le divinità: il sole e la luna sono i suoi occhi, il corpo è abitato da divinità, saggi e veggenti, sulle zampe si vedono le principali catene montuose e ai suoi piedi è accovacciato un vitello che allude alla virtù dell’amore e del sentimento materno.

Ad oggi l’India e il Nepal sono tra gli Stati che considerano le mucche sacre, tanto da farle circolare libere per le strade, come si vede spesso per la trafficata città di Delhi. Tutto ciò che viene dalla mucca è considerato sacro e il mezzo più efficace di purificazione è l’assunzione del panchagavya, “le cinque mucche”, che contiene i cinque prodotti puri che la vacca fornisce: latte, burro chiarificato, cagliata, sterco e urina.

Traffic moves slowly as a group of stray bulls walk on a road in New Delhi.

La Costituzione dell’India protegge i bovini, ma con delle eccezioni, la macellazione infatti è consentita in casi speciali: solo le bestie femmine sono ritenute sacre, mentre i maschi, quindi bufali e tori, possono essere uccisi, se in possesso di precise licenze. Inoltre non in tutta l’India è vietata l’uccisione delle vacche, infatti in alcune regioni, tra cui il Kerala, la macellazione e la vendita di carne di mucca fa parte dell’economia del Paese.

cerimonia india

La festa più importante dedicata a questi animali è il Gopastami, un festival che si tiene vacca-indianauna volta all’anno, in cui si celebrano il dio Krishna e le mucche, un’occasione per riportare alla luce pratiche che si perdono nel tempo. In varie città esistono anche i cosiddetti Gaushala, dei ricoveri per le bestie più bisognose che, spesso abbandonate in strada, vivono in condizioni di scarso igiene e soffrono la fame.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.