Il politeismo nella religione Cristiana

Il titolo può sembrare provocatorio, ma lo scopo di queste righe è quello di proporre una riflessione su un argomento dibattuto che è quello della religione. Premesso che non si vogliono suggerire risposte metafisiche sull’esistenza di Dio, di più divinità o del nulla, il desiderio è quello di riflettere su alcune somiglianze tra la religione politeista romana e quella Cristiana.

A volte ci si domanda dove siano finiti i mitici Dei di cui tanta letteratura occidentale ha cantato le lodi. Dove sono finiti Giove, Era, Apollo, Diana, Plutone e Venere? Pare proprio che siano tutti spariti. Chi li ha condotti nell’oblio? Storicamente sappiamo che, in fasi successive, le divinità che prima erano state anche di Omero, sono state scavalcate dal Dio di Abramo, forse perchè il Cristianesimo negli anni ha saputo dare quel messaggio di salvezza che i sacrifici pagani non offrivano più.

L’Editto di Costantino del 313 d.C. riconobbe per primo l’esistenza della religione Cristiana e garantiva tolleranza verso  diverse religioni. Questo atto pose per il momento fine alle persecuzioni e il culto dei cristiani, costretti a nascondersi nelle catacombe per praticare i loro riti, entrò ufficialmente anche a Roma. Ma i rigurgiti politeisti non si fecero attendere e, in un Impero ormai irrimediabilmente spaccato in due, Flavius Claudius Iulianus, meglio conosciuto come Giuliano l’Apostata, che era stato educato alla fede cristiana, dopo i viaggi in Grecia si riavvicinò alle grandi divinità del passato anche attraverso lo studio del misticismo neoplatonico. Ripresero così le persecuzioni contro i cristiani, in un clima di guerra civile.

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La religione Cristiana è monoteista, ma anche all’interno di un dogma così rigido ci sono delle apparenti distorsioni: esistono infatti Dio, Gesù, lo Spirito Santo, la Madonna e anche un’infinità di santi e martiri, che vanno a comporre una cosa più simile ad un pantheon che a quello che dovrebbe essere il monoteismo. Per completezza bisogna ricordare che nel cristianesimo esiste il dogma della Trinità, quindi Padre, Figlio e Spirito Santo sono un’unica “entità” e che per la Chiesa, in particolare Cattolica, tutti gli altri Santi e Martiri sono su dei piani inferiori. Ma questa affermazione è vera solo in parte, perché in molte comunità cristiane la Madonna o i vari Santi protettori sono più che delle semplici comparse, ma diventano addirittura dei comprimari  ̶  basti pensare al culto di San Gennaro a Napoli, o alla venerazione per Padre Pio, la cui predicazione è stata portata avanti in tempi recenti e quindi molti ne hanno avuto esperienza diretta.

La presenza di un numero così elevato di figure divine o altrettanto venerate, può essere considerata una forma di politeismo moderno della religione Cristiana? Cerchiamo di mettere in luce alcune somiglianza tra questa e la religione romana. Dio è il padre celeste, come lo era Giove e prima ancora Zeus, con tutti i riferimenti alla sua onnipotenza, grandezza e guida per gli altri, divinità e non. La Madonna, anche lei una madre, è un’Era vergine e intatta, a cui si tributano grandi onori e si deve rispetto, in quanto “consorte” divina. E i Santi sono i figli di Dio, come gli dei tutti erano i figli di Giove. E anche i ruoli che ricoprono sono simili. San Giuseppe, protettore degli artigiani, non può essere un’Atena senz’armi? E san Luca Evangelista patrono, insieme a Santa Caterina da Bologna, degli artisti, non potrebbe essere un Apollo senza croce? E nel lungo elenco di Santi, esiste un patrono per ogni arte o mestiere (come per gli astronauti, gli apicoltori o gli allevatori di bachi da seta) che si rifanno ad altrettante divinità.

La tradizione cristiana del Natale, per i Cristiani la festa della nascita di Gesù, si intreccia con quella popolare e contadina dell’antica Roma, dato che in quel periodo si celebravano una serie di ricorrenze e riti legati al mondo rurale, i Saturnali, in onore di Saturno, dio dell’agricoltura, durante i quali si scambiavano anche doni e si partecipava a ricchi banchetti. Ma la data del 25 dicembre cade soprattutto durante il solstizio d’inverno che si ricollega al culto del “Sol Invictus” che nel tardo Impero romano ha avuto un ruolo importante nell’istituzione e nello sviluppo della festività cristiana, in quanto Gesù appare per i credenti come la luce della speranza. Paganesimo e Cristinesimo quindi hanno intessuto  tra di loro rapporti sincretici molto più complessi di ciò che può sembrare ad una impressione superficiale che si concentra sull’odio e sulla prevaricazione dell’uno sull’altro. Gli antichi Dei quindi e la loro cultura non sembra siano scomparsi quanto piuttosto si siano trasformati per adattarsi meglio ad una religione che non tollerava la violenza, la prodigalità e una sessualità troppo esplicita.

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Migliaia di anni di politeismo non sono stati cancellati nemmneno dal martirio di centinaia di cristiani nelle arene, ma la forza di questi Dei è stata trasposta in nuove figure, ancora più potenti, ma anche incredibilmente umane e vicine ai credenti. Questa formula si è rivelata vincente a tal punto da prendere il sopravvento sulle precedenti religioni, integrarle a sé e diffondersi in tutto il mondo.

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