Gli antichi “Cedri di Dio”

I più antichi cedri del Libano hanno visto centinaia di guerre, il nascere e scomparire di imperi e sono sopravvissuti perfino alle armi dei moderni conflitti. I libanesi vedono in questi alberi la capacità di resistere della stessa popolazione e non a caso sulla loro bandiera nazionale è rappresentato proprio un albero di cedro.

I cedri sono piante particolari che riescono a crescere anche in terreni aspri e montuosi e fanno parte della famiglia delle Pinacee. Migliaia di anni fa estesi boschi di questo albero ricoprivano i pendii montuosi di tutto il Vicino Oriente, attraversando Cipro fino al Libano. Gli alberi vennero sfruttati da assiri, babilonesi, persiani, e fenici. Il legno pregiato e resistente era particolarmente ricercato tra gli egizi per la costruzione delle navi; il re Salomone lo usò addirittura per il suo tempio mentre l’Impero ottomano adoperò il cedro per la realizzazione del sistema stradale. I cedri compaiono anche nella Bibbia: “Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano” (Salmi 92:12), ma anche nell’Epopea di Gilgamesh. Chiamati anche “Cedri di Dio”, in arabo Horsh Arz el-Rab, sono gli ultimi resti dell’immensa foresta di cedri che una volta ricopriva il monte Libano.Libano Paesaggio nella valle di Qadisha

Oggi sulla catena montuosa sopravvivono solo poche centinaia di esemplari, che negli anni si stanno spostando più a nord, in un ambiente incontaminato e in un clima migliore che permetterà loro di crescere e riprodursi, come ad esempio sulle pendici del monte Makmel che si eleva dalla valle di Qadisha dove, oltre i 2000 metri, si trovano tuttora i Cedri di Dio. Alcuni hanno raggiunto un’altezza di 35 metri ed i loro tronchi hanno una circonferenza di 12/14 metri. L’attenzione per questi alberi risale al 1876 quando 102 ettari di foresta vennero cintati da un muro in pietra, finanziato dalla regina Vittoria del Regno Unito, che serviva a proteggere gli alberelli più giovani e delicati.

Oggi il riscaldamento globale potrebbe distruggere questi alberi che vedono il loro habitat già drasticamente ridotto. Nizar Hani, direttore della Shouf Biosphere Reserve, a sud di Beirut, spiega che: «Il cambiamento climatico è un dato di fatto. Non abbiamo più tempo da perdere». Alcuni dei cedri più vecchi del Libano hanno vissuto per oltre mille anni e sono ormai diventati un simbolo in tutto il Paese, dalla bandiera, ai souvenirs fino ai tatuaggi e ai manifesti politici. Nel 1998 i Cedri di Dio sono diventati patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e negli ultimi anni è stato finanziato un programma di riforestazione per ripopolare la montagna.

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