Dietro la maschera di Lady Macbeth

Lady Macbeth è una dei più potenti e intriganti personaggi femminili della letteraruta di tutti i tempi. Shakespeare in lei ha racchiuso un universo di sentimenti, costruendo un personaggio sfaccettato e mai banale, crudele, ma non senza rimorsi, basta ricordare la scena nella quale cerca disperatamente di pulirsi le mani che la sua mente malata vede sempre sporche del sangue degli uomini da lei fatti uccidere “Out, damned spot, out, I say!” (V. I. 37). La donna è ambiziosa e sa che solo facendo diventare  il marito re potrà avere anche lei la corona e questa sarà la spinta che motiverà tutte le sue azioni, facendo complice ed esecutore dei suoi piani Macbeth, che è vittima della moglie, ma carnefice brutale dei loro nemici.

In alcuni momenti pare che in Lady Macbeth manchi qualsiasi forma di umanità, come si vede nella scena d’apertura quando la donna enuncia “Venite, voi spiriti/ che governate i pensieri di morte, strappatemi il mio sesso/, e riempitemi tutta, dalla testa ai piedi/, della crideltà più atroce”, a significare come la perdita della propria femminilità sia anche una perdita di umanità. È interessante a questo punto sottolineare come la questione del genere sia un aspetto centrale della tragedia: Lady Macbeth manipola il marito mettendo in discussione la sua virilità e la sua mancanza di coraggio nel prendere la decisione di uccidere re Duncan, l’ultimo ostacolo alla sua salita al trono, facendo così avverare la profezia che aveva ricenuto dalle tre streghe.

L’aggressività di un personaggio femminile è ancora più stridente perchè va contro la prevalente aspettativa riguardo il comportamento tipico della donna vista come la protettrice del focolare domestico. Il modo in cui agisce Lady Macbeth dimostra come  le donne possano invece essere ambiziose e spietate come gli uomini; un antecedente illustre lo possiamo ritrovare nella Clitennestra della trilogia dell’Orestea di Eschilo, una donna forte e determinata che insieme all’amante Egisto progetta di uccidere il marito Agamennone ritornato dalla guerra di Troia.

Questa confusione dei ruoli sessuali spinge Lady Macbeth a diventare simile a un uomo e Macbeth per essere più di un uomo finisce per trasfromarsi in una bestia e perdere la ragione. E infatti il segno di questa sessualità distorta è anche l’impossibilità della coppia di avere figli e quindi senza un erede, tutti gli inganni, le uccisioni, le sofferenze e i drammi interiori che hanno vissuto sono stati alla fine vani, il loro regno è destinato inesorabilmente a scomparire.

Alla fine del dramma anche il personaggio di Lady Macbeth mostra una grande umanità, proprio nel momento della sua uscita di scena: dopo aver redarguito il marito spaventato, durante il banchetto, perché convinto di aver visto il fantasma di Banquo, anche la donna pare assalita dai dubbi e le incertezze e non più in grado di sostenere il peso degli avvenimenti, impazzisce, diventando un’ombra della se stessa che fino ad allora aveva agito con spregiudicatezza, tanto che confessa anche inconsciamente la sua complicità nell’omicidio del precedente sovrano. La morte di Lady Macbeth è l’occasione per il marito di rimuginare un’ultima volta sulla natura del tempo e la sua brevità nel famoso monologo “Domani e domani e domani” (Atto V, scena 5). Probabilmente proprio attraverso la morte della donna Macbeth diventa consapevole delle sue azioni malvagie e per la prima volta guarda in faccia la realtà e questa non porta altro che morte.

Lady Macbeth è forse la migliore protagonista femminile uscita dalla penna di Shakespeare, la si ricorda per la sua ambizione, determinazione, crudeltà, ma soprattutto per la dissimulazione, una caratteristica che rimanda al trattato di Niccolò Machiavelli De Principatibus, che descrive in che modo il principe deve agire per ottenere e mantenere il potere. L’autore sottolinea infatti come chi governa dovrebbe essere “golpe e lione”, cioè forte come un leone quando bisogna passare all’azione, ma allo stesso tempo astuto come una volpe: infatti il potere si ottiene spesso con la forza, ma viene mantenuto nel tempo attravero l’astuzione e la pratica della dissimulazione, che è proprio l’arte di cambiare il proprio atteggiamento in base alla situazione. E infatti sia Lady Macbeth che Cesare Borgia, al quale Machiavelli aveva dedicato l’opera, dimostrano quanto gli uomini possano essere spregiudicati nel raggiungere i propri obiettivi.

La tragedia ha avuto una nuova trasposizione cinematografica nel 2015: il film diretto da Justin Kurzel con protagonisti Michael Fassbender nel ruolo di Macbeth e Marion Cotillard in quello della Lady è potente e carico di pathos. Il protagonisti sono perfettamente calati nei ruoli e la loro interpretazione, anche grazie all’adattamento che ha preferito la sceneggiatura originale di Shakespeare in versi piuttosto che una moderna prosa, dà incredibile forza ai dialoghi e questa amplifica la presenza scenica di Macbeth e della moglie. Le loro ansie e paure, come anche la folle determinazione con cui inseguono la chimera di diventare sovrani, permettono di riflettere sul destino degli uomini, l’amore, la violenza, la lealtà, il rispetto, la solitudine e infine la morte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.