Tisbe, Giulietta e il Pozzo dell’Amore

Il tragico amore di Giulietta e Romeo, simbolo della lotta contro i dettami della società e la morte stessa ha reso Verona immortale grazie ai versi di Shakespeare, ma quella non è che una delle tante leggende i cui sussurri si fanno strada tra le crepe degli edifici antichi della città. E proprio dalle crepe di un muro nasce l’archetipo delle moderne storie d’amore: ebbene sì perché l’amore contrastato e tragico non fu né un’invenzione del grande tragediografo inglese, né del nostro Dante che con Paolo e Francesca, proiezione di Lancillotto e Ginevra, fu l’iniziatore di altrettante leggende, ma proviene dall’inesauribile serbatoio della classicità greco-romana.

Ovidio nelle “Metamorfosi” (IV liber, vv 55-166) racconta dell’amore di Piramo e Tisbe che osteggiati dalle proprie famiglie sono costretti a parlare da una crepa nel muro che separava le loro case. Decisi ad incontrarsi si recano nel posto convenuto, ma la giovane Tisbe incontra una leonessa con le fauci insozzate del sangue del precedente pasto e spaventata corre a nascondersi perdendo il velo. Sopraggiunto poco dopo Piramo trova il velo sporco di sangue e credendo l’amata morta si toglie la vita con la spada. Tisbe tornata indietro non può fare altro che piangere per l’infelice sorte dell’uomo prima di uccidersi a sua volta con la stessa arma.

È difficile non notare l’analogia tra questo racconto esemplare e i ben più famosi Giulietta e Romeo; ma c’è un’altra storia  che a Verona in pochi conoscono. Intorno al Cinquecento, quando la città stava entrando a far parte del Sacro Romano Impero, accadde che “Corrado di San Bonifazio, giovine di grande statura, ben proporzionato, di giocondo e signorile aspetto e de la persona molto prode […] un giorno egli s’incontrò in una gentildonna assai bella, Isabella del casato dei Donati”. Come tante storie d’amore il bel cavaliere fa di tutto per piacere alla donna amata, ma inutilmente. I due incontratisi nelle vicinanze di un pozzo si affrontano a parole. Il giovane sostiene che la donna abbia il cuore più freddo dell’acqua del pozzo. La giovane allora sfida il cavaliere a verificare se fosse vero andando a vedere nel pozzo. Il giovane folle e innamorato e forse anche esasperato si getta nel pozzo. La donna che in realtà ricambiava il suo amore, disperata scompare a sua volta nel buio del pozzo. Da allora il pozzo è conosciuto come il Pozzo dell’Amore, simbolo dell’amore, di cui ci si rende conto troppo tardi.

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